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Che cos’è l’ecografia morfologica

Che cos’è l’ecografia morfologica

Con il termine ecografia morfologica si intende un esame eseguito nella 20-24.a settimana di gravidanza da un operatore molto esperto, con una strumentazione di elevata tecnologia, analizzato soprattutto alla diagnosi delle malformazioni fetali, alla stima della quantità di liquido amniotico e alla crescita del feto oltre che a definire la posizione della placenta. L’esame completo della morfologia del feto com-prende il riscontro di tutti i dettagli anatomici attualmente indagabili per mezzo dell’ecografia. L’elenco comprende le strutture intracraniche, lo studio del volto, dell’apparato cardiovascolare, degli organi addominali, dell’estremità (dita comprese) e della colonna vertebrale. Raramente può capitare che alcuni dettagli non siano chiari, in tal caso può essere necessario completare l’esame con una indagine ecografica transvaginale.

L’ecografia tridimensionale si basa sulla ricostruzione ed elaborazione computerizzata delle normali immagini ecografiche bidimensionali. Si possono ottenere delle immagini tridimensionali (3D), cioè immagini ferme che vengono analizzate successivamente da vari punti di vista ed in tre dimensioni, oppure immagini quadridimensionali (4D), dove la quarta dimensione è rappresentata dal tempo, cioè si hanno immagini tridimensionali in movimento e in tempo reale.

È dimostrato da alcune pubblicazioni che la visualizzazione del feto in 3D e 4D consente ai genitori di iniziare precocemente un utile rapporto affettivo e relazionale con il proprio bambino. A questo scopo è possibile effettuare lo “scan-for-fun”, ovvero l’ecografia ludica che, senza scopo diagnostico, consente ai genitori una osservazione tridimensionale e quadridimensionale per un certo tempo il feto ed il suo comportamento per conoscerlo meglio.

Perchè l’esame risulti ben chiaro bisogna che il feto sia posizionato adeguatamente, che vi sia una buona falda di liquido amniotico e che l’ecogenicità della paziente sia buona. L’epoca migliore per l’ecografia 4D è quella compresa fra le 23-24 e le 28-29 settimane di gestazione, anche se già nel primo trimestre è possibile eseguire l’esame in 3D  e 4D rendendosi conto di come già a 12 settimane il feto sia completamente formato ed in piena attività.

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La prevenzione del tumore al collo dell’utero

La prevenzione del tumore al collo dell’utero

La prevenzione del tumore al collo dell’utero

Il tumore del collo dell’utero (denominato anche tumore della cervice uterina) è a livello mondiale, il secondo tumore maligno della donna. La larga diffusione del pap-test ha permesso di osservare una diminuzione della mortalità per questa causa.

Presso i Centri Diagnostici Ditonno è possibile eseguire il pap-test in fase liquida

Rispondiamo alle domande più frequenti:

Che cos’è il tumore della cervice uterina?
Il tumore della cervice uterina è un tumore dell’apparato genitale femminile a crescita lenta che si presenta più frequentemente nelle donne fra i 25 e i 64 anni.
Che cos’è il pap-test? Il pap-test è un test di screening, innocuo e indolore, utilizzato per la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori del collo dell’utero.
Come viene eseguito? L’ostetrica o il ginecologo preleva alcune cellule del collo dell’utero, utilizzando un’apposita spatola, queste cellule possono essere: strisciate su un vetrino (pap-test tradizionale) o immerse in una fiala contenente una soluzione fissativa (pap-test in fase liquida). Quest’ultimo (pap-test in fase liquida) è un sistema innovativo che consente di effettuare altri test (come l’HPV test) utilizzando la stessa
Chi deve fare il pap-test?
Il pap-test è consigliato a tutte le donne che hanno iniziato un’attività sessuale.
Può essere eseguito anche durante la gravidanza.

Perché fare il pap-test quando si sta bene?
Anche se non si hanno sintomi e ci sente bene, nel collo dell’utero ci possono essere delle cellule alterate, non visibili a occhio nudo, che possono in alcuni anni crescere fino a trasformarsi in un tumore. La cura delle lesioni elimina il problema ancora prima che si sviluppi.

Norme per l’esecuzione del pap-test.

Il pap-test va eseguito in assenza di perdite e/o processi infiammatori che potrebbero alterarne il risultato; è necessario che nelle 48 precedono l’esame non si faccia uso di ovuli o candelette interne; è inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali.
L’esito del pap-test Se il pap-test risulta normale (assenza di lesioni pre-tumorali), non si devono fare ulteriori accertamenti e la donna è invitata a ripeterlo dopo un anno. Se il pap-test risulta positivo perché si evidenziano delle anomalie cellulari è necessario eseguire ulteriori approfondimenti diagnostici. Si può guarire dal tumore della cervice …….poco invasivi, e il più delle volte am di ottenere nella maggior parte c guarigione completa.

Prevenzione come dovere
La prevenzione è la prima forma di per mantenersi in salute. Ogni donna ha il dovere di fare preve se stessa e per chi le sta accanto.

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Richiedi presso questi centri la Security Card

Richiedi presso questi centri la Security Card

Richiedi presso i Centri clinici diagnostici Ditonno la Security card. La Card ha lo scopo di informare il paziente sulla tecnologia utilizzata dai centri diagnostici. Ogni tecnologia associata alla Security Card è stata selezionata tenendo in considerazione 4 valori fondamentali:

  1. Dosaggio/Tempo di esposizione
  2. Supporto scientifico
  3. Definizione dell’imaging
  4. Esclusiva di brevetto

L’assorbimento di radiazioni produce sempre effetti lesivi sull’organismo. La quantità di radiazioni assorbite dipende da fattori come: il tipo di radiazione ionizzante coinvolta, la sua capacità di penetrazione, la porzione di corpo esposta, la durata dell’esposizione e, infine, la dose totale di irradiazione.

Per esempio è rilevante utilizzare una bassa dosaggi in soggetti con patologie che necessitino di ripetuti e frequenti controlli nel tempo, come i pazienti oncologici per i quali il risparmio di dose dovrebbe diventare un criterio di selezione fondamentale nella scelta dell’esecuzione di un esame.

Inoltre, le tecnologie del futuro sono tutte tridimensionali e digitali. La diagnostica offre a condizioni sempre più accessibili tecnologie digitali e 3D che garantiscono accuratezza nella diagnosi ed evitano in alcuni casi di effettuare altri esami diagnostici con grandi apparecchiature come TAC e RM.

I sistemi digitali di ultima generazione offrono immagini di altro profilo diagnostico con una riduzione della dose sino al 70%!

Essere informati ti permette di scegliere consapevolmente

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Che cos’è la Mammografia 3D

Che cos’è la Mammografia 3D

La mammografia 3D o tomosintesi della mammella è una tecnologia di visualizzazione di
immagini 3D in differenti angolazioni con una scansione di breve durata di una mammella mantenuta ferma.

Le singole immagini vengono ricostruite in una serie di sottili strati ad alta risoluzione che possono essere visualizzati singolarmente od in modo dinamico.

La mammografia convenzionale a raggi, invece, è una modalità di acquisizione immagini 2D che mostra tutto il tessuto del seno in una sola immagine: il tessuto tumorale può rimanere nascosto agli occhi del radiologo.

La mammografia 3D è rivolta alle donne dai 40 ai 69 anni, fascia di popolazione femminile
maggiormente colpita da tumore al seno. La fase di prevenzione può oggi partire dai 35 anni nei casi di familiarità di primo grado che vedono coinvolte 2 o più persone del nucleo familiare.

L’esame mammografico 3D con tomosintesi non richiede nessuna preparazione specifica.

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